{"id":3185,"date":"2021-01-12T10:57:20","date_gmt":"2021-01-12T10:57:20","guid":{"rendered":"https:\/\/www.fondazionesaluspueri.it\/?p=3185"},"modified":"2021-01-12T10:57:20","modified_gmt":"2021-01-12T10:57:20","slug":"neofobia-paura-di-cio-che-e-nuovo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.fondazionesaluspueri.it\/index.php\/2021\/01\/12\/neofobia-paura-di-cio-che-e-nuovo\/","title":{"rendered":"Neofobia: paura di ci\u00f2 che \u00e8 nuovo"},"content":{"rendered":"[vc_row][vc_column][vc_single_image image=&#8221;3187&#8243; img_size=&#8221;full&#8221;][vc_column_text]\n<h4><!--more--><\/h4>\n<p>La neofobia \u00e8 caratterizzata dalla<strong> riluttanza<\/strong> e il <strong>rifiuto<\/strong> dei nostri bambini ad<strong> assumere cibi nuovi<\/strong> o<strong> sconosciuti<\/strong>.<\/p>\n<p>L\u2019essenza del <strong>comportamento neofobico<\/strong> \u00e8 una chiara e persistente riluttanza, e qualche volta addirittura paura ad assaggiare nuovi alimenti o ad accettare sapori diversi o nuove consistenze e\/o colori del cibo. Questo rifiuto pu\u00f2 essere applicato anche a prodotti precedentemente mangiati, ma che appaiono nuovi allo sguardo del piccolo, perch\u00e9 presentati o cucinati in maniera diversa.Tale\u00a0\u00a0comportamento si manifesta principalmente nei gruppi di et\u00e0 <strong>tra i 2 e i 5 anni<\/strong>, periodo significativo per lo sviluppo delle abitudini alimentari. A causa della conoscenza limitata di questo comportamento, molti genitori non lo identificano nei loro bambini, senza sapere che ci\u00f2 pu\u00f2 portare a una limitata assunzione di cibi ad alto contenuto nutrizionale, causando un <strong>deficit<\/strong> <strong>nutrizionale<\/strong>. Quando le restrizioni sono severe o durano per un lungo periodo possono influenzare lo sviluppo del corpo umano, come del sistema nervoso, interessando lo sviluppo cognitivo e le capacit\u00e0 motorie del bambino.<br \/>\nIl meccanismo che determina la neofobia non \u00e8 ancora stato completamente riconosciuto, ma il fenomeno \u00e8 sicuramente determinato dall\u2019 interazione tra diversi fattori: biologici, fisiologici, ambientali, psicologici, sociali, antropologici ed economici.<\/p>\n<p>Interessante \u00e8 il ruolo del comportamento neofobico nel passato come importante funzione adattativa. Uno dei primi meccanismi di adattamento dell\u2019essere umano \u00e8 l\u2019innata predilezione per i sapori dolci e salati e un\u2019avversione per le sostanze amare e acide, percepite come un avvertimento contro potenziali avvelenamenti. Per esempio, la sensibilit\u00e0 al sapore amaro \u00e8 determinata geneticamente, e l\u2019intensit\u00e0 della sua percezione dipende dal numero di papille gustative sulla lingua. Il livello di accettazione del nuovo prodotto pu\u00f2 quindi essere determinato dal grado individuale di sensibilit\u00e0 all\u2019 amaro.<br \/>\nQuesto pu\u00f2 contribuire allo sviluppo dell\u2019attitudine neofobica verso specifici tipi di cibo.<br \/>\nLe <strong>verdure<\/strong> sono il gruppo di alimenti <strong>maggiormente rifiutato<\/strong> a causa dell\u2019elevata ipersensibilit\u00e0 al sapore amaro.<br \/>\nUn altro fattore condizionante \u00e8 la personalit\u00e0: bambini timidi, ansiosi, chiusi verso nuove esperienze provano una maggiore esitazione nell\u2019 assaggiare nuovi pasti.<br \/>\n\u00c8 inoltre importante considerare il cibo non solo come una necessit\u00e0 di base, ma anche come una fonte di piacere e di socializzazione, e come un\u00a0 fattore fondamentale per la nostra salute. Le abitudini alimentari si costituiscono soprattutto durante l\u2019infanzia, per questo la famiglia ha un ruolo fondamentale nell\u2019 insegnamento nutrizionale del bambino fin dai primi pasti.<\/p>\n<h4>Il ruolo del caregiver<\/h4>\n<p>Fin dai primi pasti, durante il consumo del latte materno, il lattante ha la possibilit\u00e0 di assaggiare sapori diversi a seconda del cibo scelto e assunto dalla madre. Ci\u00f2 contribuisce a una maggiore accettazione dei nuovi prodotti introdotti nella dieta, in particolare quelli che la madre regolarmente consumava durante la gravidanza e l\u2019allattamento.<br \/>\n<strong>Importante<\/strong> \u00e8 sapere che, la riluttanza a mangiare certi alimenti pu\u00f2 essere condizionata dalla loro tarda introduzione nella dieta del piccolo.<\/p>\n<p>Una <strong>maggiore apertura<\/strong> ad assaggiare sapori sconosciuti si ha nei bambini fino ai <strong>12 mesi<\/strong> di vita e diminuisce con l\u2019et\u00e0.<br \/>\nLe abitudini alimentari dei piccoli sono influenzate dall\u2019 osservazione e dall\u2019 imitazione dei comportamenti e delle reazioni delle persone che li circondano. I bambini si \u201clanciano\u201d nell\u2019assaggiare il cibo sconosciuto quando anche le loro madri mostrano interesse verso quest\u2019ultimo, ma soprattutto, quando anche loro lo mangiano e reagiscono in maniera entusiasta.<br \/>\n<strong>Contrariamente<\/strong>, pressioni dei genitori nel forzare il figlio a mangiare qualcosa che non gli piace comporta un aumento della riluttanza nei confronti di quel determinato cibo. \u00c8 stato dimostrato che, quando i bambini sono costretti a mangiare quello che non vogliono, iniziano a sviluppare ansia, tensione e un vero e proprio senso di disgusto verso il prodotto.<br \/>\nIl bambino deve essere osservato, gli si deve dedicare tempo e attenzione, si deve avere pazienza e cercare di capire perch\u00e9 non vuole mangiare quel determinato pasto provando a mettere in atto strategie diverse: riproporglielo in maniera diversa o durante un pasto diverso; cambiare il caregiver che si occupa del pasto; provare a distrarlo; coinvolgerlo nella\u00a0preparazione del pasto(quale zucchina tagliamo? quale mettiamo nella pentola?); farlo sentire indipendente (vuole usare le mani per mangiare la zucchina e non farsi imboccare?); rendere il momento del pasto divertente (inventare storie, canzoni).<br \/>\n<strong>Si deve avanzare gradualmente, mai forzare.<\/strong><\/p>\n<p>\u2026d\u2019altronde fare i genitori \u00e8 il mestiere pi\u00f9 difficile del mondo\u2026[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row]\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[vc_row][vc_column][vc_single_image image=&#8221;3187&#8243; img_size=&#8221;full&#8221;][vc_column_text]<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":3199,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[53,83],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.fondazionesaluspueri.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3185"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.fondazionesaluspueri.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.fondazionesaluspueri.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.fondazionesaluspueri.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.fondazionesaluspueri.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3185"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.fondazionesaluspueri.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3185\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3188,"href":"https:\/\/www.fondazionesaluspueri.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3185\/revisions\/3188"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.fondazionesaluspueri.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/3199"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.fondazionesaluspueri.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3185"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.fondazionesaluspueri.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3185"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.fondazionesaluspueri.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3185"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}